ROSSO MALPELO Nel 2000 prende corpo, in Sergio Gaggiotti, l'idea che
essere stato chiamato per molti anni Rosso Malpelo, non sia stato del tutto
negativo. Risulta invece una sorta di prolungata presa di coscienza. L'immagine
del piccolo minatore non gli ricorda più l'emblema del "vinto", ma, al
contrario, vi scorge la possibilità di dargli nuova vita, un epilogo che l'autore
non ha potuto prevedere. Quello in cui il "negativo eroe" comincia a parlare
e riscatta in un certo senso, la chitarra per l'asino. "Nelle mie canzoni
racconto di doppie vite e dello sdegno di fronte a scene di vita quotidiana.
Racconto di sesso e di passione, di storie finite e altre mai iniziate
mantenendo un legame strettissimo coi temi della quotidianità. Con quella
realtà che per noi tutti è uguale. [...] Giusto o sbagliato che sia, abbiamo
occhi puntati e a nostra volta osserviamo spietati."