Sexual Chocolate

Claudio scrive...

 

Tutto nasce un bel giorno, quando gp. conobbe in chat una certa "Marsha" a cui piaceva Alanis Morissette. Fu mia sorpresa sentirlo in quanto, naufragando da mesi in internet, non ero mai incappato in nessuno/a che avesse i miei stessi gusti musicali. Così recuperai il suo numero e la contattai con una frase di una canzone di Alanis. Dopo qualche tempo ci incontrammo a Trinità de' Monti e fu una sensazione particolare vederla scendere quella scalinata. Ero alle prime armi con la chitarra e abbozzavo quei quattro pezzi di Alanis che mi insegnò m.. Così un giorno ci vedemmo per suonare insieme qualcosa e rimasi affascinato dalla sua voce. Addirittura aveva lo stesso timbro di Alanis. Allora chiesi a gp. ed m. se avessero suonato per me la tastiera e la batteria in un eventuale gruppo. Accettarono. E ricordo ancora quella volta a casa di Marsha con gp. a provare come sarebbero potuti venire i pezzi. Quando qualcuno mi disse che "Marsha" si chiamava Alessia rimasi un po' deluso, ancora affezionato a quel nome. Mettemmo così gli annunci per bassista e primo chitarrista con la frase "manchi solo tu, la cantante ti stupirà!". Arrivarono presto e il gruppo fu al completo con an. e v.. Ancor di più quando e. chiese di entrare nel gruppo e, portando avanti principalmente il progetto dell'MTV Unplugged, partecipò come percussionista, anche se non lo era. Non mi sembrava vero esser riuscito a metter insieme sette persone venute fuori dal nulla e suonare tutti insieme una notte ai parcheggi di Cinecittà con il freddo che ci gelava. Non mi sembrava vero. Era per me un sogno, quello che si stava realizzando, forse.

Ed infatti non lo fu. Alessia iniziò a non farsi trovare le sere che provavamo, senza mai riuscir a capirne il motivo. Quando ci fu l'ennesimo mancato appuntamento, con le lacrime agli occhi arrivai alla conclusione che era necessario trovare un'altra persona. Ma io non lo volevo. Per me era troppo importante ed il gruppo si era formato intorno a lei e grazie a lei. Non volevo, ma fu necessario, purtroppo. E fu un colpo fin troppo doloroso per me. Anche perché, senza cantante, il gruppo non poteva sostenersi ed ero terrorizzato per l'uscita di qualcuno. Nonostante non ci credessi, gli altri mi convinsero a pensare che in tutta la città un'altra con quella voce, e forse meglio, ci sarebbe stata. Le fotocopiatrici quasi si stancavano ad emettere annunci, sparsi dappertutto. Chiamarono molte ragazze e ne provammo tante, tante. Dalla più gallina, fino a n. che partecipò ai provini del musical di Cocciante "Notre Dame de Paris". Ma purtroppo nessuna riusciva a darmi quelle sensazioni.

Avvenne per caso, perché una sua amica che non vedeva da anni prese il numero da quell'annuncio per lei. Così mi chiamò a., la sentimmo cantare e suonare e rimasi sorpreso quando, uscito da poco Under Rug Swept, accennai con la chitarra Hands Clean e mi accorsi che lei sapeva già tutte le parole a memoria. Forse avevo trovato un'alternativa, una persona che finalmente potesse di nuovo dar vita alle mie emozioni. Sì, mie. Perché gli altri purtroppo non andavano matti per Alanis quanto me. E quando non c'è passione non si suona con l'anima. Ma era un nuovo giorno e potevamo riprendere, dopo tanto, quel percorso interrotto così d'improviso. Maggio 2002. Ed era superbo sognare che saremmo stati migliori di tante altre coverband. Così, contro le mie timidezza ed ansia di salire per la prima volta su un palco, il 7 Settembre 2002 suonammo a Frascati al festival "Frammenti". You Learn, Hands Clean, Perfect, Right Through You, Ironic, Uninvited. Ingenuamente piacemmo molto alla gente, o almeno così sembrò. Risentendo la registrazione di quella giornata purtroppo venne fuori che a. non cantò bene e che la parte strumentale aveva ancora tanta strada da fare. Preferii non far più suonare an.; non potevo insegnare assoli di chitarra e dinamiche ad una persona sì buona d'animo, ma alla quale forse il genere non piaceva più di tanto; insegnare io, che di musica ci capisco poco e nulla. Mi misi in cerca di quel chitarrista che tanto volevo, ma che non trovavo. Ma continuammo ed a. iniziò a prendere lezioni di canto. Pian piano la sua voce si trasformava e diventava sempre più angelica e colma di tecnica. m. era da sempre stato il mio migliore amico, quello a cui si racconta tutto, ma purtroppo negli ultimi anni lo vedevo allontanarsi. La sua immaturità ci aveva sempre portato a scontrarci e recentemente eravamo rimasti per vederci solo per suonare. L'ennesimo e ultimo litigio fu il 12 Maggio 2003, per il compleanno di gp.. La sua irresponsabilità colpì ancora e per evitare di mettersi in discussione e cercare di risolvere le cose, il giorno seguente decise di fare la mossa che segnò la mia anima e che fu la prima neve di una valanga. Visto che non avevamo quasi più rapporti e l'unica cosa su cui poteva ferirmi era il gruppo, sapendo quanto contasse per me, lo lasciò. Mai lo ammise e mai lo farà, ma lo fece per ripicca. E tutto grazie a c. che organizzò la festa di gp.. Se non fossi andato a quella festa forse queste parole non le avrei scritte. Così quel giorno finì la nostra amicizia. Una grande amicizia portata avanti dalla prima media. C'erano poche cose che riempivano la mia vita. Lui, il gruppo. Ed un'altra persona che decise di cambiare la mia vita in modo radicale. Due se n'erano andate. Sapevo che non sarebbe stato facile trovare un altro batterista e sapevo anche che tutto il gruppo girava intorno ad m., perché tutti erano suoi amici. Era il cantastorie della situazione; perciò sapevo che di lì a breve qualcosa di brutto sarebbe successo, ma non ho mollato. Per un brevissimo periodo venne a suonare d., convinto di prendermi in giro. Anche lui di punto in bianco una sera non si fece trovare all'appuntamento e sparì per sempre. La storia si concluse il 6 Novembre 2003, quando provammo l'ultimo batterista. Ci disse che per lui eravamo troppo poco, non eravamo adatti e che non era l'uomo giusto. Ci avrebbe mandato un suo allievo. Purtroppo non fu così. L'unica telefonata che ricevetti da gp. ed e. in anni di "amicizia" fu quella per dirmi che mi aspettavano sotto casa mentre tornavo da Frascati riaccompagnando per l'ultima volta a.. Era per dirmi che se ne andavano. E con loro tutti gli altri, nonostante i miei onerosi sacrifici anche per creare una decente postazione per le percussioni. Incredibilmente, tutti insieme. Esterrefatto in primis di a., oramai potente ed autosufficiente delle sue doti canore acquisite. Rimasi solo. E credetti in quei momenti che rialzarmi non sarebbe più stato possibile. Tutto quello che avevo cercato di fare in tanto tempo andò in fumo. I concerti di Alanis erano l'unica liberazione ed allo stesso tempo l'unica angoscia per non poter suonare le sue poesie. Quell'anno fu per me stremante.

Neanche a farlo apposta avevo ripreso i contatti con Alessia. Così mi ritrovai dopo anni dubbioso a casa sua chiedendole se avesse visto un nuovo futuro, se avesse un po' cambiato modo di pensare. Accettò. Ci rimboccammo le maniche e spuntarono in meno di un mese Gaetano, Flavio (grazie ad un mio amico), g. ed ag.. Parlai chiaro a tutti loro, sperando che capissero il motivo per cui non potevo fidarmi di nessuno. ag. si presentò molto amico e comprensivo, ma fu il primo falso che mi voltò le spalle, così come g.. Volevano portare me ed Alessia a suonare tutt'altro genere, quando i nostri desideri erano sinceri e senz'ombra. Avrei mai trovato le persone giuste? Gaetano e Flavio rimasero con pazienza nel gruppo. Con altri annunci ben presto provò con noi Davide. Quando lo sentii suonare dissi a me stesso che lui era la chitarra che cercavo da anni. Gaetano riuscì a trovare Edoardo al quale sarebbe piaciuto suonare la batteria, anche non essendo il suo strumento.

 

Oggi, 2 Giugno 2004, con la forza, la speranza e l'impegno forse sono (e siamo) riuscito (i) a creare un qualcosa che era sparito nel nulla e che forse ancora mi (ci) fa sperare in qualcosa:

 

Alessia: voce, armonica;

Claudio: chitarra;

Davide: chitarra;

Edoardo: batteria;

Flavio: tastiere;

Gaetano: basso.

 

Il nome del gruppo mi saltò in mente un giorno all'università, guardando dalla finestra. Non volevo un solito nome, una canzone di Alanis, una sua frase, no; ma qualcosa di speciale. Così mi apparve quel nome, il nome del primo gruppo di Alanis, conosciuta così agli esordi. Essendo cresciuto con la loro musica, con mio tanto dolore quel gruppo ora non esiste più. Perciò tengo ad avere quel nome, nella speranza che un giorno potremo esserne fieri e all'altezza.